I CEREALI: LA BOTANICA
Il termine cereali deriva da Ceres, Cerere, dea romana della fertilità e della coltivazione agricola.
Questo termine indica tutte le «piante erbacee che producono frutti i quali, macinati, danno farina da farne pane e altri cibi». Comprende perciò tutte le piante i cui frutti o semi ricchi di amido sono usati dall'uomo per ricavarne polente, minestre, pane, paste da cuocere, e altri prodotti amidacei.
SPECIE:
I cereali si dividono in varie famiglie:
GRAMINACEE:sono piante erbacee con fioritura in primavera estate e fiori riuniti in spighette che si sviluppano in ogni zona climatica. La famiglia comprende i cereali ad uso alimentare come mais e numerose piante spontanee molto resistenti. Le graminacee caratterizzano gli interi biomi delle savane, delle steppe, delle praterie.Appartengono al gruppo delle graminacee i cerali come il frumento, il mais, l’avena, l’orzo, la segale e il riso.
- frumento: il frumento, cereale di antiche origini, è un cibo alla base della nostra alimentazione. Da esso si ricavano i vari tipi di farine, ingrediente necessario per la preparazione di pane, biscotti e paste. Il grano o tritico è stato sviluppato nella Mezzaluna fertile. Il seme generalmente chiamato così, in realtà è un frutto uniseminato secco indeiscente e si chiama cariosside. Il suo peso varia da 35 a 50 mg, è formato da: - embrione 2-4% - endosperma 87-89% -tegumenti 8-10% . L' apparato radicale è fascicolato. Alla nascita e per tutto il primo ciclo la pianta ha radici embrionali o primarie, che servono per ancorare la pianta al terreno; poi cresceranno delle radici avventizie o secondarie e possono raggiungere la profondità di un metro e mezzo. Il fusto o culmo è cilindrico, per ogni foglia c'é un nodo, ci sono da 7 a 9 internodi e l'altezza media è di un metro circa. L'infiorescenza del frumento è una spiga composta, l'asse principale viene chiamato rachide, ed è formato da corti internodi. In numero medio di spighette varia da 20 a 25; le spighette sono sessili e disposte in modo alterno. Una spighetta è formata da: un paio di glume, una rachilla, 3-7 fiori. Ciascun fiore è formato da due brattee o glumelle, dove la parte inferiore di queste viene chiamata lemma. Il fiore del frumento è ermafrodito, ipogino, di struttura semplice. Ha 3 stami e1 carpello.
- mais: Il nome mais deriva dalla definizione botanica Zea mays L. meglio noto come granturco; è un cereale originario dei paesi del sud America. La cariosside è formata dal 13% dall'embrione, 77% dall'endosperma, 10% dall'involucro. L'embrione è costituito da una foglia (piumetta) e una piccola radichetta che scende. L'endosperma è costituito da uno strato alleuronico esterno e da una parenchima graminaceo esterna. Gli involucri contengono più fibre. Le cariossidi di mais mostrano un accentuato polimorfismo. Per quanto riguarda il colore possiamo avere dei granelli gialli, violetti, bianchi, rossi. Riguardo la forma può essere tondeggiante, schiacciata, appuntita. La pannocchia si chiama TUTOLO.
- avena: L’avena ha i consumi idrici più alti di tutti i cereali, escluso il riso, per cui è particolarmente suscettibile al danno del caldo e del secco, specialmente durante la granigione: è per questo che è specie ben adatta ai climi freschi e umidi. Delle due specie l’A. byzantina sopporta la siccità e le alte temperature molto meglio dell’Avena sativa, per cui le troviamo distribuite in ambienti nettamente differenziati: nei climi (Mediterraneo, Medio Oriente) la byzantina, in quelli freschi (Centro e Nord Europa) la sativa. Anche le avene selvatiche che si trovano a infestare i cereali hanno habitat differenziati: nell’Italia settentrionale predomina l’A. fatua, in quella Centro meridionale l’A. sterilis. L’avena è pochissimo resistente al freddo, per cui quasi tutta l’avena del mondo è coltivata in semina primaverile, con l’eccezione dei climi caldo-aridi dove si semina in autunno. Temperature minime dell’ordine di -10°C sono fatali per le varietà primaverili, mentre per quelle autunnali la soglia è di -14°C.
- orzo: l' orzo è un cereale dalle origini antichissime e si ritiene che sia addirittura il primo consumato dal' uomo. Il più diffuso e facile da trovare è quello decorticato e infine l' orzo integrale è il più difficile da reperire.
- segale: la segale, detta anche segale, è un cereale di montagna che si adatta bene come l' avena anche ad altitudini elevate e resiste ai climi freddi; cresce in terreni difficili e poveri( steppa, brughiera) e matura in fretta. La conformazione delle Segale ricorda vagamente quella della pianta di frumento. Differentemente da quest’ultima, essa non possiede la classica ligula con le estremità falciformi. Essa è infatti di lunghezza minore, dentellata con estremi triangolari. Il culmo è costituito da diversi internodi , alto fino a 2 metri, di consistenza elastica e sottile. Le foglie appaiono di color verde, dalla lamina corta e stretta. La spiga che si trova al termine della pianta, è lunga e assottigliata, da essa viene generata una piccola spighetta trifora per ciascun dente del rachide. Il frutto è costituito da una seme a forma di cilindro,definito anche cariosside, con estremità appuntita e accogliente l’embrione: essa è ricoperta da una piccola peluria. Le diverse varietà sono riconoscibili secondo il colore della cariosside: essa può variare dal bianco, al verdognolo, al grigio, al nero.
- riso: Il riso è un'erba annua con habitus cespitoso, a culmi fistolosi alti 60-80 cm, dotati nella parte corticale di un notevole sistema di lacune che si estendono anche all'apparato radicale. Questo sistema permette un buon ricambio gassoso alla parte più bassa del culmo e alle radici, che per la maggior parte della durata della vita della pianta si trovano immerse nell'acqua. Le foglie, larghe sino a 2 cm e lunghe parecchi decimetri, sono lineari e scabre, di colore che varia dal verde al vinoso, secondo la varietà e il periodo vitale. L'infiorescenza è costituita da una pannocchia apicale formata da spighette ermafroditeavvolte da due glume brevissime; tali spighette constano di un solo fiore con glumette grandi serrate, di solito pelose e punteggiate. Gli stami sono 6 e la fecondazione, contrariamente a quanto si verifica nella maggior parte delle Graminacee, avviene a fiore chiuso. Il frutto è una cariosside alla quale le glumette restano fortemente aderenti. La specie è di solito divisa in due grandi varietà, l'Oryza sativavarietà japonica, coltivata in Cina, Giappone, Corea e in altre zone subtropicali e asiatiche, e l'Oryza sativavarietà indica, coltivata in tutte le zone tropicali asiatiche. Nell'ambito di queste due varietà si diversificano moltissime razze, che differiscono per produttività, esigenze pedologichee colturali, per il periodo di maturazione e per la forma della cariosside. In Italia le razze di riso coltivate appartengono quasi tutte alla varietà japonica. Il riso decorticato contiene in media l'80% di glicidi, il 7,5% di protidi e lo 0,5% di lipidi. Come per tutte le piante di antica coltura, anche per il riso non è facile individuare la regione di provenienza; si sono individuati due centri originari, uno di maggiore importanza, situato nelle regioni dell'Estremo Oriente, ove ancora oggi sono reperibili alcune specie selvatiche, e una minore, nelle regioni occidentali del continente africano. Per quanto riguarda però la messa a punto di colture e l'espansione del riso la zona dell'Estremo Oriente ha avuto un'importanza decisamente primaria. La coltivazione del riso in risaia era già diffusa agli albori della civiltà cinese. Recenti scoperte archeologiche hanno permesso di appurare che il cereale era coltivato nei terreni asciutti collinari della penisola indocinese già in epoca arcaica; secondo vari studiosi la sua coltivazione segna l'inizio dell'agricoltura in Asia; le colture in risaia rappresenterebbero una fase già molto avanzata. Anche le popolazioni arcaiche dell'India, prima dell'invasione ariana, coltivavano il riso; da qui in seguito si diffuse nel Medio Oriente; i Greci e i Romani lo conobbero, per quanto non risulta che lo coltivassero. In Europa esso fu introdotto dagli Arabi verso il sec. VI e le prime coltivazioni si diffusero in Spagna. Le prime notizie certe della coltivazione del riso in Italia risalgono alla seconda metà del sec. XV, epoca in cui esso veniva coltivato in Lombardia, donde si diffuse in Piemonte, nel Veneto e in Emilia. In Italia la produzione di riso grezzo, concentrata soprattutto nelle province di Vercelli, Novara, Pavia, Milano, è stata nel 1999 di ca. 1.362.400 t.
- grano saraceno:Il nome grano saraceno deriva dal' olandese "Boekweit" che significa faggio-grano, infatti è anche il significato del tedesco "Buchweizen". Il grano saraceno, originario dell' Asia, fu introdotto in Europa, attraverso la Russia, nel Medioevo. Oggi è ancora diffuso in Russia, mentre in Europa si limita ad alcune zone della Germania e della Francia. In Italia è presente nelle zone di Bolzano e Sondrio. Il grano saraceno è una pianta erbacea con radice fittonante poco sviluppata, fusto cilindrico, glabro, eretto,cavo,di colore rosso e verdognolo. Le foglie sono alterne, lanceolate, provviste alla base di una formazione stipolare caratteristica, detta ocrea. L' infiorescenza ascellare o terminale è costituita da racemi corimbiformi, ermafroditi, senza petali, con 5 sepali con fiori bianco rosei o verdastri. I fiori presentano una eterostilia di morfa: si possono riscontrare fiori con lunghi pistilli e corti stami e fiori con corti pistilli e lunghi stami. L' impollinazione, incrociata, può essere sia anemofila che entomofila. Non tutti i fiori danno origine a semi. Il frutto è un achenio di forma triangolare al cui centro è posto l' embrione.
Nessun commento:
Posta un commento
Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.