mercoledì 5 giugno 2019

La vite: aspetto storico-geografico e culturale

           
ASPETTO STORICO-GEOGRAFICO

La vite nacque in Cina, o nel Caucaso, dopo l'ultima glaciazione e da quel momento si diffuse verso ovest comprendendo la parte europea e divenne così famosa grazie ai Greci e ai Romani (i quali ne crearono un vero e proprio culto con tanto di dei).

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Il dio Bacco proveniente dalla religione greco-romana


Paradossalmente la vite non ebbe fortuna in Asia dove essa rimase allo stato selvatico con una raccolta sporadica dell'uva. I cinesi non ebbero mai l'idea di manipolare la pianta per scopi produttivi al contrario degli europei che, grazie ai Greci, iniziarono fin da subito ad attuare tecniche di coltivazione che permisero un'abbondante e costante produzione di vino. Le prime vere domesticazioni (semina e recinzione della vite in determinate aree per la produzione) risalgono all'Anatolia meridionale.
Alcune tavolette sumeriche rinvenute parlano di coltivazione del vino nel 3000 a.C. in Europa.
In Italia, la vite fu introdotta a partire dalla Sicilia e a seguire in tutto il meridione grazie all'influsso dei Greci, in Sardegna grazie ai Fenici e nel Centro e nel Nord Italia grazie agli Etruschi.
I Romani furono, invece, protagonisti di nuove tecniche di coltivazione, come quella che sfruttava l'associazione con altri alberi su cui venivano fatte rampicare le viti, l'utilizzo dei terreni più fertili dedicati all'uva e la diffusione capillare in tutta la società e in tutto l'impero del consumo di vino. A Roma e nei suoi domini il vino divenne da bevanda privilegiata dei nobili a bevanda dal consumo quotidiano per tutte le classi sociali grazie all'abbondante produzione e quindi al basso costo. I Romani inoltre costituirono le prime vere aziende vinicole, con fattorie dedicate solo alla coltivazione e alla produzione di vino, grazie anche alla numerosa manovalanza degli schiavi, che assicuravano alti ritmi di lavoro per sostenere grandi produzioni ma a causa della caduta dell'impero terminò anche la produzione di vino e vennero introdotte nuove bevande di scadente qualità. Nel 1867 fu rinvenuta in Germania una bottiglia di vino datata tra il 325 e 330 a.C., che è conosciuta come la più antica bottiglia di vino ancora chiusa del mondo. Il vino a quei tempi risultava essere una sostanza sciropposa, molto dolce e molto alcolica per questo era necessario allungarlo con acqua e aggiungere miele e spezie per ottenere un sapore più gradevole.

Nel medioevo le coltivazioni subirono un'ulteriore contrazione a causa dell'abbandono delle campagne. Il vino divenne un affare quasi esclusivo del clero che conservò le tecniche e le coltivazioni tradizionali. Dall'Alto Medioevo la vite ricominciò lentamente ad espandersi anche grazie ai sempre più fiorenti traffici commerciali, questi contribuirono anche all'espansione della vita verso le Americhe e nell'ultimo secolo verso l'Australia. Le colonie anglosassoni furono le più interessate, grazie alla passione che questi popoli hanno sempre avuto verso l'alcol. Questo però costituì anche un problema per l'Europa che vide l'introduzione di nuove malattie della vite, come l'oidio, la fillossera e la peronospora. La fillossera costituì un serissimo pericolo fin da subito e in particolare alla metà dell'Ottocento quando un'epidemia particolarmente devastante mise in serio rischio di estinzione la pianta stessa, salvata solo grazie all'aiuto delle viti americane, introdotte già da prima per sostituire direttamente le varietà europee, nonostante la loro scarsa qualità, e poi con l'utilizzo dei soli portainnesti, che consentirono così di conservare la vite europea, quest'ultimi di origine americana erano infatti immuni alla fillossera e da allora quasi tutte le uve europee li utilizzano. Infine vi fu la rivoluzione industriale e il Novecento che portarono la scienza botanica nell'enologia e la produzione moderna.


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ASPETTO CULTURALE

Il vino è una bevanda che viene festeggiata, offerta in segno di ospitalità, che rallegra le feste, un elemento ricorrente nelle scene di banchetti e festività. Non a caso è un simbolo molto forte anche nell'Eucarestia Cristiana, infatti rappresenta il sangue di Cristo come dice Gesù nell'ultima cena. La possiamo anche trovare nella Bibbia, dove assume il simbolo benessere, fecondità e benedizione e inoltre è il simbolo della benedizione divina, che allieta il cuore e disseta gli assetati. Il primo miracolo compiuto da Gesù alle Nozze di Cana è proprio la trasformazione dell'acqua in vino, segno di convivialità  e del potere di Dio.
Un'altra affascinante sfaccettatura di questo elemento si trova nella mitologia greco-romana. Il vino era il simbolo di Dionisio (Bacco), una delle divinità più complesse dell'Olimpo. Incarna la volontà di vita di qualsiasi essere vivente: la fertilità dell'uomo e della terra. Certamente doveva essere piacevole festeggiarlo: i riti dionisiaci sono descritti come lunghi cortei in cui ci si esaltava fino alla frenesia, con l'effetto del vino. Questi riti ripercorrevano infatti le vicende della divinità cioè caotici cortei di donne e di uomini ebbri di vino vestiti con pelli di animali, a rappresentare le Menadi e i Satiri, ballavano insieme una danza dai ritmi ossessivi, detta ditirambo, suonato con flauti e tamburi. il rito culminava con la caccia e lo sbranamento di una bestia selvatica. Nell'ambito dell'arte, Dionisio viene raffigurato in linea di massima come un giovane dai lineamenti molto dolci coronato di vite e grappoli d'uva, solitamente ebbro, con una elegante coppa colma di vino in mano.

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Un vaso greco raffigurante il dio Dionisio

Margherita Barlozzi

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